24 febbraio 2016, ore 16:30

I FILOSOFI, LA PERSECUZIONE E LA SHOAH

Sala Expo c/o Area della Ricerca di via A. Corti 12 - Milano

INVITO 24febbraioTrattare della Shoah significa affrontare un fenomeno che respinge ogni possibilità di lettura univoca. Shoah (“distruzione”), Olocausto (“sacrificio”), genocidio: la stessa difficoltà di nominare quanto è avvenuto nei campi di sterminio rende conto della complessità di un fatto che, nella sua sistematica mancanza di senso, sembra sfuggire ai canoni tradizionali dell’interpretazione storica.

Al resoconto documentale si affianca così la necessità di un’analisi volta ad indagare anche gli aspetti più strettamente filosofici della questione.

Sulla base di queste premesse, l’Istituto per la storia del pensiero filosofico e scientifico moderno del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Milano organizza un incontro su I filosofi, la persecuzione e la Shoah nell’ambito delle iniziative coordinate dal Comitato Unico di Garanzia del C.N.R. per il Giorno della memoria.

L’incontro si soffermerà su tre figure esemplari dell’atteggiamento tenuto dagli intellettuali nei confronti del razzismo di Stato novecentesco e delle sue tragiche conseguenze. Arrestato dai nazisti nel 1943, torturato ed imprigionato nei campi di sterminio, Jean Améry si fece testimone e critico, col suo libro Intellettuale ad Auschwitz, del ruolo svolto dagli uomini di spirito di fronte alle tragedie del XX secolo. Eugenio Colorni, partigiano socialista, europeista ed originale studioso di epistemologia, riuscì a fuggire dal confino per combattere una febbrile battaglia antifascista nelle file della lotta clandestina; venne assassinato dagli sgherri della banda Koch nel 1944, pochi giorni prima della Liberazione di Roma. La pubblicazione, nel 2014, dei Quaderni neri di Martin Heidegger, nei quali si delinea un vero e proprio antisemitismo metafisico, ha infine riproposto il difficile problema della intrinseca contiguità tra la filosofia di uno dei più celebrati pensatori del Novecento e l’ideologia nazista

Ripensare oggi l’opera e l’azione di questi tre autori consentirà di mettere concretamente a fuoco il senso di quella «resistenza morale» che Jean Améry ritenne di dover quotidianamente opporre al naturale processo di rimozione delle ferite che il tempo storico tende a reclamare per sé.

L’incontro, organizzato dal CNR – Istituto per la storia del pensiero filosofico e scientifico moderno (ISPF) e dal CUG, si svolge nell’ambito delle manifestazioni che accompagnano la mostra “Auschwitz – i luoghi della memoria” (CNR, Area di ricerca di Milano) e fa parte del ciclo “insegnare la Shoah”.

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